martedì 2 settembre 2014

L'urlo afono e disperato di Cottarelli mentre balliamo su un mondo che non capiamo più.


Siamo della stessa pasta, bionda, non la bevo sai
ce l'hai scritto che la vita non ti viene come vuoi
ma è la tua e per me è speciale, e se ti può bastare sai
che se hai voglia di ballare, uno pronto qui ce l'hai.
Balliamo sul mondo!!!
Va bene qualsiasi musica
cadremo ballando
sul mondo, lo sai, si scivola

facciamo un fandango
la sotto qualcuno riderà
Balliamo sul...mondo!!! 


Luciano Ligabue


Dopo una estate passata a leggere romanzi storici sull'antica Roma ammetto che questo post potrebbe risentire di una impostazione un pò onirica.

Ho cercato per quanto possibile di disintossicarmi dall'attualità, un pò perchè non sono stato colpito dall'innamoramento collettivo verso Renzi, un pò perchè deluso dalle varie compagini liberali che han strizzato l'occhio a sinistra (come avevo facilmente profetizzato in un mio articolo sull'Opinione di qualche tempo fa), un pò perchè avevo proprio bisogno di una sana vacanza.

Da lunedì ho cercato di tirare le fila e francamente sono stato preso da una gran voglia di evasione o se preferite di fuga e mi son messo a cercare una tata inglese per mio figlio, un pò per coltivare quell'aria un pò fanè che mi dona tanto, un pò perchè temo che questo Paese abbia da troppo tempo perso la bussola.

Butto li come mio solito qualche riflessione in ordine sparso, senza pretesa di utilità per alcuno, solo di sfogo per il sottoscritto:
  1. Renzi, la burocrazia e la caduta dell'impero: Roma è caduta certamente sotto la pressione dei barbari, per i costi elevati di un esercito numeroso ma anche perchè perdendo Provincia dopo Provincia le tasse non bastavano più a sostenere il peso della burocrazia centrale. Tanto che per alcuni potenti poteva esser auspicabile esser conquistati da barbari meno esosi. La nostra speranza che affamando la bestia lo Stato riduca il suo perimetro potrebbe quindi risultar vana. Tutta la filosofia dell'Euro supremo educatore del Paese tanto cara a Prodi & c. potrebbe essere una colossale panzana europea.
  2. India e i nostri marò: credetemi non voglio esser cinico, liberare i marò è una priorità ma qui stiamo perdendo il ruolo politico, i contratti di finmeccanica ed a capo di quel Paese nel bene e nel male c' è una italiana. Cosa è accaduto per perdere in maniera cosi drammatica un prezioso partner politico e commerciale?
  3. La Libia bel suol d'amore: raccontiamoci pure che bisognava liberare il Paese da Gheddafi ma io ho assistito solo al tentativo dei nostri partner occidentali di scalzare l'Italia dal rapproto privilegiato con l'ex colonia. Tentativo in parte fallito solo grazie alla diplomazia dell'ENI e di Scaroni. Gli effetti di tanto amore per la democrazia sono una guerra tra bande e i non più sostenibili sbarchi clandestini sulle nostre coste. Oggi come premio si è liquidato Scaroni e si vuol cedere l'ENI (privatiziamo pure ma prima dotiamoci una diplomazia economica che fino ad oggi l' ENI ci offriva).
  4. La Santa Madre Russia: persa la guerra commerciale in Cina, scavalcati dai più lungimiranti concorrenti europei, uno dei pochi Paese innamorato commercialmente dell'Italia restava la Russia. Partner commerciale importantissimo e mercato di sbocco per quelle merci che la domanda interna sempre più flebile non riesce più ad assorbire. Oggi soffiano venti di guerra che mi intimoriscono non poco. L' Europa arriva a far la voce grossa sempre troppo tardi e senza una strategia organica.
  5. La grande vittoria europea: mentre il Paese affonda investiamo tutto il nostro credito internazionale non per blindare e sostenere Draghi, non per modificare linea economica ma per mettere in Europa una simpatica biondina strumentale ad un rimpasto di governo interno.
Nel frattempo vedo scorrere, e nella mia mente sovrapporsi, i fotogrammi dei vari telegiornali:
  • il premier mangia il gelato per sfottere un giornale, autorevole ma pur sempre un giornale, e illustra riforme via slide come Hitler nel bunker muoveva divisioni fantasma;
  • Cottarelli imprigionato nella sua ampolla come un pesce rosso lancia un urlo afono e disperato su tagli che la politica non ha la forza di decidere;
  • Bertinotti dopo anni passati a far danni sembra sfotterci dal video proclamandosi liberale;
In tutto questo il medio oriente è nel caos più completo ormai persa da parte degli USA qualunque capacità di offrire una visione politica per l'area.

Non voglio sembrar catastrofista, abbiamo ancora le risorse per risollevarci, ma questa Europa sta diventando pericolosamente troppo stanca e pesante per far alcun chè. 

E basterebbe razionalizzare la spesa, non dico tagliare le imposte ma almeno semplificare e non moltiplicare infiniti adempimenti burocratici, ridurre le micro agevolazioni utili solo a favorir le lobby, non tanto, un segnale....

E smettere di giocare a risiko, ricordando che in India, in Russia, nell'est europa, in Libia ci sono nostre imprese che lavorano ed investono e van protette.

Magari potrebbe pure tornare la voglia di impegnarci in politica, per una alternativa seria e liberale, un impegno gratuito e disinteressato, culturale, come fanno in molti scrivendo su blog e giornali, giusto per dire che c' è ancora una Italia che lavora e vuol vedere crescere i propri figli nella casa dei nonni.



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