domenica 27 aprile 2014

Quella sera le porte delle chiese erano chiuse.

La prima volta ero ancora un bimbo, eravamo in montagna, credo fosse sera e ricordo perfettamente lo sguardo di mia madre che mi sottrasse ai miei giochi per aiutarmi a fare un ancora goffo segno della Croce. I suoi occhi lucidi, il volume della tv più alto, una preghiera tutti insieme. Era morto il Papa.

La seconda volta invece ero già uomo, laico e liberale ma cattolico. Ero a casa della mia ragazza (oggi mia moglie) quando seppi la notizia. In Brera, uno nei quartieri più modaioli di Milano. E sentii il bisogno di uscire in quella notte strana per andare in chiesa. 

Papa Giovanni Paolo II è stato il Papa che ha segnato la mia generazione, un Papa profondamente uomo ed oggi Santo, così concreto da esser spirituale, cosi conservatore che alcuni lo confusero con un rivoluzionario....

Il Papa che combattè e vinse il comunismo, il Papa che, sorretto dalla sua Croce, visse la malattia come dono, il Papa sciatore amico del presidente partigiano.

Quella sera le chiese erano chiuse e non ho mai capito il perchè, certo nei giorni seguenti ci furono ampie commemorazioni solenni ma quella sera le porte delle chiese di Brera erano chiuse, ed io mi chiesi se davvero Milano avesse compreso l'uomo prima ancora del Papa e del Santo.

E non so perchè pensai che in un altro tempo Don Camillo avrebbe suonato le campane di Brescello e svegliato Peppone ed insieme, forse in maniera diversa, avrebbero aperto le porte per ricordarlo ognuno a suo modo.


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